domenica 28 ottobre 2012
Cassa forense e i Giovani Avvocati
Ieri sera, sul mio wall facebook ho postato un commento che ha scatenato un acceso dibattito tra e con diversi colleghi.
Arriva puntuale il pagamento della Cassa Forense.
Giusto è versare il pagamento per la nostra previdenza futura, un po' meno, mi sembrano, i criteri di calcolo applicati, che, come sempre, mortificano le esigenze dei giovani avvocati.
Ad esempio il primo versamento, superata la soglia (pur esigua, Vi prego di credermi) di reddito per l'iscrizione, comporta dei contributi "fissi" (nel mio caso due versamenti da 1400,00 euro cadauno) non rateizzabili, che, gravano fortemente sul badget - già non considerevole - di un giovane professionista.
Ho avuto il piacere di avere una risposta esauriente e quanto mai esaustiva da due validissimi Colleghi, che mi hanno spiegato le difficoltà della riforma, a partire dal problema della mancata iscrizione contemporanea all'Ordine ed alla Cassa, con la conseguenza che se tutti i Colleghi iscritti all'Ordine fossero obbligati ad iscriversi alla Cassa (contestualmente all'iscrizione all'Ordine) ci sarebbe l'abbattimento dell'ammontare (forse eccessivo) dei contributi.
In realtà, la proposta di iscrizione contemporanea sarebbe stata prospettata da tempo scontrandosi però con le evidenti difficoltà di chi, pur iscritto all'Albo non raggiunge i minimi reddituali e quindi sarebbe costretto a versare contributi obbligatori per redditi che non produce.
Cosa ne pensate?
Non è il caso, nostro e nostro soltanto, di iniziare a capire cosa possiamo fare per risolvere questo problema?
Vorrei invitare e se possibile intervistare il Collega che mi ha riferito (la spiegazione è di gran lunga più complessa, io l'ho prospettata solo in parte) perchè una soluzione può essere trovata, e può anche partire da noi.
Quid iuris Colleghi?
E' ora di prendere in mano la situazione...
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