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venerdì 16 novembre 2012

GUIDO MARTINETTI, fondatore di GROM, il gelato italiano più famoso nel mondo, illustra i segreti del successo


Ho preso un "caffè virtuale" con Guido Martinetti, il giovane imprenditore che, insieme a Federico Grom, ha già creato un impero: GROM, il gelato italiano più famoso nel mondo...

"L’incipit del Suo libro è un fiordaliso stilizzato, con preghiera rivolta al lettore di conservarlo con cura insieme ai propri sogni.
Ricorda, anche nella grafica, il piccolo principe: “E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”.
Sembrerebbe un imprenditore poeta, diverso nell’immagine dall’imprenditore medio italiano in doppio petto; Lei è un homo novus?

 L’uomo, fondamentalmente, vive di emozioni ed è questo che io e Fede cerchiamo di non dimenticare quando, da imprenditori, facciamo il gelato… o quando scriviamo un libro! Quando ho scritto “Grom. Storia di un’amicizia…”  era questo che volevo trasmettere, sia “letterariamente” che nella cura dell’estetica delle pagine o delle illustrazioni, che sono quelle delicatissime di una giovane mamma, Gabriella Bianco. Saint-Exupéry, l’aviatore, lo aveva capito. Noi, purtroppo, non siamo alla sua altezza.
… mi sento un “homo vetus”… “all’antica!”. O almeno spero di averne il senso dell’educazione e il saper fare.
Quale è, in realtà, la chiave della sua affermazione professionale? Il Suo valore aggiunto è dato dalla passione o dall’ambizione.
Sicuramente dalla passione.
Quanti anni aveva quando ha deciso di cambiare vita? Quale è stata la forza motrice di “Grom”?
Avevo 27 anni e ho avuto la fortuna di incontrare Federico, che aveva solo un anno in più, ma era più maturo. Come ho scritto nel libro, le sue gambe allora erano più solide. La forza motrice di Grom è stata quella: l’amicizia tra due persone con attitudini diverse ed uguale educazione.
Da cosa si riconosce l’unicità di un’idea?
Dallo stupore negli occhi delle persone che la sentono per la prima volta.
Reputa agevole per un giovane accedere ad un finanziamento statale in questo paese? Questo è un paese per vecchi?
No, non penso che sia agevole. Ma penso che sia possibile.
No, penso che sia un paese per persone determinate e competenti.
Un progetto deve essere affiancato sin da subito da un sostegno pubblicitario oppure la pubblicità è uno stadio successivo da implementare solo all’esito del gradimento del prodotto? In altre parole il passaparola è sufficiente?
Gli investimenti nella comunicazione, ammesso che ci sia la qualità del prodotto – l’unico elemento realmente imprescindibile –, tendono ad accelerare i tempi della notorietà del marchio. Il passaparola può essere sufficiente, ma richiede tempi più lunghi.
Ha dichiarato di non essersi mai occupato di politica, ora la politica parla di Lei, ed anche con una carta “preoccupazione”: è così temuto perché rappresenta un modello interessante? Cosa pensa di chi la definisce un gelataio?
“Gelataio” è il termine con il quale io stesso amo definirmi ed è quello che descrive il lavoro che faccio e che amo! Personalmente, la trovo anche una parola romantica e musicale… !
Non credo, però, che il mondo della politica mi guardi con “preoccupazione” o “timore”. Penso, piuttosto, che abbiano realizzato che c’è un grande bisogno di persone perbene e spero che in me abbiamo visto semplicemente questo: una persona perbene ed educata. Al momento, però, non sono interessato a scendere in politica. Come le dicevo, amo fare il gelataio.
Nel suo mondo di sogni, fiori e gelati si è mai scontrato contro la competizione e l’invidia? Lei è un uomo invidiato?
Mi sono scontrato più volte con la falsità gratuita, legata forse all’invidia, forse all’ignoranza. Ma comunque sempre dannosa (almeno per il morale).
Nel libro invita il lettore a circondarsi delle persone giuste. Quante volte incappiamo in adulatori o sfruttatori. Come si riconosce una personalità positiva?
Dalla pulizia dello sguardo. E dalla sensazione che dia più valore a quello che è, alla sua “faccia” (non in senso estetico, ovviamente!), che a quello che possiede.
Come vi siete conosciuti, anzi “riconosciuti” con Federico Grom e cosa vi accomuna?
Ci siamo conosciuti durante il servizio militare, che abbiamo prestato entrambi come accompagnatori di invalidi di guerra. E ci siamo “riconosciuti” durante le chiacchierate notturne all’ospedale militare di Torino. È stato in quelle occasioni che è venuta fuori l’educazione che ci accomuna.
Per avere successo è necessario lavorare poco ma intensamente o molto ma lentamente? Quale è il suo tetrafarmaco?
È necessario lavorare intensamente e molto a lungo. Specialmente su se stessi.
Charles Forte diceva che ogni attività per avere successo deve essere posizionata al centro di una grande città, lei concorda?
Penso che sia un’affermazione valida, generalizzando, ma non assoluta.
Trovo meraviglioso il Suo mondo di sogni, amici leali, gelati e fiori. Ha idea di cosa vuol dire vivere con 1000,00 al mese?
 Perfettamente. A 25, 26 anni era quanto percepivo.
Cosa consiglierebbe ad un giovane libero professionista per affermarsi in una categoria iper inflazionata?
Di essere determinato, lavorare intensamente, continuare a studiare per essere preparato.
Cosa mi risponderebbe se Le dicessi che non ho mai mangiato un Suo  gelato? (non si preoccupi questa non la pubblico)?
Le risponderei che non ha perso nulla, perché ci sono tanti bravi gelatai… !
Cosa risponderebbe se Le dicessi che Lei ci piace molto?
 … che ha bevuto un bicchiere di vino rosso di troppo!"
(Guido Martinetti, Torino 16.11.2012. Immagine tratta dal sito http://www.gromlibro.it/).

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